segunda-feira, 27 de abril de 2015

CALCIO ITALIANO

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Napoli, effetto rimonta: disgelo tra De Laurentiis e Benitez

Incontro tra il presidente e il tecnico spagnolo: niente di ufficiale sul rinnovo del contratto, ma riparte il dialogo interrotto da settimane dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Lazio. Perché la corsa attuale della squadra rende sempre più possibile la qualificazione in Champions. Ufficiale, Robe di Kappa nuovo sponsor tecnico

NAPOLI - Novità sul futuro del Napoli. Nel pomeriggio Aurelio De Laurentiis si è incontrato con Rafa Benitez al centro tecnico di Castel Volturno. Il colloquio è stato molto sereno ed è servito a riallacciare i rapporti, diventati tesi per la decisione del patron azzurro di spedire la squadra in ritiro dopo il ko con la Lazio. La cavalcata in campionato e in Europa League ha cambiato lo scenario: il presidente si è intrattenuto con l'allenatore e poi con il direttore sportivo, Riccardo Bigon. L'imperativo è chiudere al meglio la stagione, ma inevitabilmente il discorso è scivolato sulle strategie della prossima stagione considerando che Benitez è in scadenza a giugno. Una decisione non è stata ancora presa: le parti si aggiorneranno quanto prima. De Laurentiis sarebbe pronto ad offrire il rinnovo all'allenatore che darà una risposta al più presto dopo essersi confrontato con la famiglia. Molto dipenderà anche dai risultati in questo finale di stagione. La qualificazione in Champions potrà garantire quel mercato grandi firme che Benitez richiede per il definitivo salto di qualità.
SPONSOR TECNICO - In serata è arrivata anche l'ufficialità. Napoli ha dato l'addio a Macron. Gli azzurri vestiranno Robe di Kappa per i prossimi cinque anni anni. Questo il comunicato dell'azienda torinese. "Successivamente alla data di chiusura del trimestre, è stato concluso un nuovo accordo di sponsorizzazione
tecnica per il territorio Italiano, a far tempo dalla prossima stagione sportiva con la SSC Napoli. Oltre alle consuete attività di fornitura tecnica e sviluppo del merchandising, sono previste collaborazioni allargate per la valorizzazione del marchio Napoli, andando a beneficiare dell'importante Network di partner commerciali sviluppato con il marchio Kappa dal Gruppo BasicNet nel Mondo". Le cifre non sono state ufficializzate. Al Napoli dovrebbero andare 40 milioni fino 2020.

Incidenti derby Torino, bomba carta lanciata da tifosi Juve. Allegri: "Sconfitta per l'Italia". Giudice non decide

La conferma della Polizia dopo la visione dei filmati delle telecamere dell'impianto. Alfano: ''Rivedere misure ma società facciano la loro parte''. Malagò: ''Bisogna fare come la Thatcher in Inghilterra''. Intanto Tosel dispone un supplemento di indagine

TORINO - E' stata lanciata dai tifosi della Juventus la bomba carta che ieri allo stadio Olimpico ha ferito una decina di tifosi del Torino. Lo ha confermato la Polizia dopo aver visionato i filmati delle telecamere dell'impianto. Escluso, come era stato ipotizzato dopo una prima analisi, che la bomba fosse stata confezionata sul posto dagli stessi tifosi granata rimasti feriti. Intanto il giudice sportivo della serie A, Gianpaolo Tosel, ha rinviato la decisione sui fatti e ha chiesto un supplemento di indagine alla procura federale.

L'esplosione della bomba carta tra i tifosi del Torino

GIUDICE SPORTIVO: "DUBBI SU ORIGINI PETARDI" -  "Letto il rituale rapporto dei collaboratori della Procura federale - scrive Tosel spiegando la scelta di non decidere su Torino-Juventus - nel quale, tra l'altro, si riferisce che all'inizio della gara, dal settore dello stadio Olimpico occupato dai sostenitori della Società bianco-nera, era stata lanciata una "bomba-carta" nel settore denominato "Curva Primavera", occupata dai sostenitori della squadra granata, con conseguenze lesive per nove persone, che erano ricorse in "codice verde" alle cure sanitarie presso il pronto soccorso di vari nosocomi cittadini". Ma anche "letta la comunicazione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, trasmessa a questo ufficio dalla Procura federale alle ore 14.15 odierne, in cui si precisa che "sono in corso accurate indagini per accertare se il petardo esploso con evidenza nel settore granata sia stato lanciato dalla curva juventina ovvero confezionato e fatto esplodere dagli stessi tifosi torinisti", Tosel rimanda il fascicolo a Palazzi "affinché voglia disporre, con massima cortese sollecitudine, l'acquisizione di ogni elemento probatorio (con particolare riferimento ad eventuali riprese televisive) utile per superare l'attuale radicale contraddittorietà tra le prospettate ipotesi investigative".

IL BILANCIO DEI FERMI - Sono 15 le persone, tra arreste e denunce, coinvolte nei disordini. Per tutti, assicurano dal Viminale, sarà previsto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo). Alla lista di provvedimenti già emessi, si vanno ad aggiungere quelli a carico di un tifoso juventino che è stato denunciato per il possesso di fumogeni e di uno steward che ha ricevuto una sanzione amministrativa per aver favorito l'ingresso di un tifoso juventino nello stadio. Le indagini della Polizia, che ha esaminato i filmati disponibili, hanno portato all'identificazione anche di altri due supporter bianconeri, già oggetto di Daspo, che sono stati denunciati per gli scontri al di fuori dello stadio.

Bomba carta nel settore granata, lo scoppio nel video della Digos

ALLEGRI: "UNA SCONFITTA PER L'ITALIA" - La bomba carta che ha ferito diversi tifosi sugli spalti durante il derby della Mole rappresenta "una sconfitta per l'Italia" secondo Massimiliano Allegri. "Così si allontanano i bimbi, ossia i giovani del futuro".

MALAGO': ''CONTRO I VIOLENTI FARE COME THATCHER - "Sono stanco. Le sanzioni del giudice sportivo non sono sufficienti a fare cambiare l'atteggiamento di alcuni signori. Dobbiamo assolutamente andare in linea con le disposizioni legislative assunte dal governo Thatcher contro gli hooligans. Servono sanzioni fuori dall'ordinario. Altrimenti chi paga dazio è il Paese" ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Alfano? Ci siamo sentiti ieri sera e mi ha detto che a breve ci sarà un incontro ufficiale con il mondo del calcio".

ALFANO: ''SOCIETA' FACCIANO LORO PARTE'' - Dopo i fatti di Torino il ministro dell'Interno Alfano si dice pronto "a rivedere l'azione di governo se serve e a incontrare società e Coni, ma a patto che nessuno si sottragga alle proprie responsabilità". Il ministro ricorda che il decreto adottato ad agosto prevedeva tra gli oneri a carico delle società una migliore formazione degli steward, la segmentazione dei settori e basta compiacenze con gli ultrà più estremi: "Abbiamo fatto tanto ma non possiamo fare tutto, anche le società devono fare la loro parte".  Alfano ha ricordato i risultati ottenuti con il decreto adottato ad agosto in particolare il calo dei feriti negli stadi che sono passati da 41 a 22 tra i civili e da 26 a 24 tra le forze dell'ordine e da 24 a 3 tra gli steward: "Noi - ha sottolineato - abbiamo fatto tutto quello che dobbiamo fare e siamo pronti a fare anche qualche altra cosa a patto che nessuno si sottragga alle proprie responsabilità. La soluzione - ha detto Alfano - non è fare perquisizioni più efficaci che durerebbero 8-10 ore ma in una più forte collaborazione". Il ministro infine ha ricordato i numeri sui provvedimenti di Daspo: "Sono 5069 quelli in vigore di cui 1742 adottati nel corso di questa stagione".

BERETTA: ''SERVE DASPO A VITA'' - "E' stata un'altra domenica molto brutta per il calcio italiano, ci sono stati episodi assolutamente inaccettabili" commenta il numero uno della Lega, Maurizio Beretta. "Noi lo ripetiamo da tempo e speriamo che questa sia la volta buona: bisogna fare un salto di qualità nel sistema di accertamento delle responsabilità e in quello delle sanzioni. Ormai è evidente che in questi casi non funziona la responsabilità oggettiva, serve invece individuare i singoli responsabili e sanzionarli in maniera pesante sia sul piano sportivo, con Daspo anche a vita, sia sul piano strettamente penale. Deve essere previsto un apparato sanzionatorio adeguato alla gravità dei reati commessi".

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