sábado, 2 de maio de 2015

Juventus, il 4° titolo consecutivo - CONGRATULATIONS

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Juventus, il 4° titolo consecutivo porta la firma di Allegri o della squadra? Io dico di Buffon & C: hanno dimostrato all'ex guru Conte che al loro ristorante non si mangia affatto male, anzi...


MONACO-JUVENTUS
Quando si vince uno scudetto, dobbiamo per forza attribuirne la paternità a qualcuno. E’ comprensibile, del resto abbiamo bisogno di punti di riferimento e di appigli per capire. Chi è il padre insomma? Il quarto scudetto consecutivo della Juventus - impresa riuscita ai bianconeri solo negli anni 30, al Grande Torino nel dopoguerra e all’Inter col contributo però di uno titolo a tavolino - ha unanimemente il volto di Massimiliano Allegri. Che ha 47 anni e già vinto uno scudetto col Milan.
Combo allegri conte
Massimiliano Allegri e Antonio Conte
Marotta pochi giorni fa ha ricordato come dopo l’addio/divorzio di Conte e all’annuncio dell’ingaggio di Allegri al suo posto, la macchina con lui e Agnelli sopra venne presa a calci da tifosi inferociti. Il passaggio da Conte ad Allegri, separatosi a sua volta bruscamente dal Milan, sembrava un passo indietro. Non c’è voluto molto tempo per capire che non è stato così. Lo scudetto della Juve non è mai stato in discussione, non ci sono stati avversari, e quei pochi si sono persino divorati tra loro.
Juventus speciale
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Allegri colpisce parecchio l’immaginario perché molto diverso da Antonio Conte e dal suo calcio sanguigno, fatto di testa ma anche di pancia. Perché è riuscito in un’impresa che non sembrava così sicura a sentire il precedente allenatore, perché è un buon psicologo e un buon stratega. E' stato scaltro ed efficiente quanto bastava. Tutti pensavano che avrebbe rivoluzionato il modello Conte, invece ha raccolto quanto avuto in eredità senza particolari stravolgimenti. Né di uomini - ha superato brillantemente anche l'evidente imbarazzo del ritrovare Pirlo che era stato bocciato anche da lui ai tempi del Milan -  né di gioco. Tanto da non stravolgerne nemmeno la tattica di gioco.


La Juventus 4-3-1-2
Buffon
Lichsteiner          Bonucci          Chiellini          Evra
Marchisio            Pirlo                     Pogba
Vidal
(Pereyra)
Llorente                     Morata
La Juventus 3-5-2
Buffon
Lichsteiner     Caceres     Bonucci     Chiellini     Asamoah
Marchisio                Pirlo                 Pogba
            Tevez                      Morata
Ora a parte che lo stereotipo di Allegri non è poi così come appare - è tipo fumantino anche lui quando serve - ma a me sembra evidente che la continuità tra la Juventus del primo triennio e quella del quarto scudetto sia rappresentata proprio dalla squadra. Sulla Juventus dello scorso anno sono stati inseriti Morata, Evra, Pereyra e Romulo. Nessuno di essi è o è stato titolare fisso, lo stesso Morata ha faticato parecchio, pur essendosi poi dimostrato il miglior partner possibile per Tevez.
Questo vuol dire che alla fine lo scudetto è opera di quei grandi giocatori che rappresentano la continuità bianconera: e dunque Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Pirlo, Marchisio, Vidal, Lichsteiner, Asamoah per poi finire a Pogba, Tevez, Llorente più Evra e Morata. Siamo cioè di fronte alla Juventus di Conte né più né meno, la si schieri a 4 o a 3, col rombo o senza, poco importa. Per me lo scudetto ha l’imprinting fortissimo di una squadra che ormai aveva notevoli problemi di relazione con Conte. E che cominciava a sentirsi addirittura scaricata e sottovalutata. La Juventus nell’immagine di Conte era il famoso ristorante da 10 euro... Non proprio esaltante per chi tira la carretta per un anno intero, senza contare che ci sono campioni del mondo e pure qualche fuoriclasse. A cominciare da Pogba, per non parlare dei 20 gol di Tevez forse alla miglior stagione della sua carriera.
Questa squadra da fast food - si fa per dire... - ha vinto uno scudetto forse più normale, con tre sconfitte, ma comunque con quattro giornate d’anticipo (lo scorso anno, nella stagione dei record lo vinse a tre dalla fine), è in semifinale di Champions League e in finale di Coppa Italia. Insomma è una Juve polivalente che ha saputo giocare su più tavoli.
Credo che la molla dell’orgoglio dei giocatori sia stata potentissima, che la Juventus si sia stretta intorno alla vecchissima guardia e abbia rafforzato la leadership di Buffon. I giocatori sono sempre i protagonisti principali, gli allenatori contano ma vengono dopo.

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