terça-feira, 2 de junho de 2015

Marcello Lippi: "Solo la Juve può battere il Barcellona"

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L'ex tecnico della Juventus e della nazionale punta sul gruppo e sulla difesa bianconera: "Nessuno ha la loro compatezza"


Marcello Lippi ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale analizza la situazione in casa Juve a pochi giorni dalla finale, spiegando le ragioni per le quali i bianconeri posso riuscire a compiere l'impresa.

"Aveva detto di rivedersi in Allegri: è stato quasi profetico"
"Ho anche detto che questa Juventus sta compiendo lo stesso percorso di crescita che fece la mia: prima l'Italia, poi l'Europa e un giorno magari anche l'Intercontinentale. Ci si può arrivare solo in un modo: con tre o quattro successi internazionali di grande prestigio, come quelli con il Dortmund e il Real Madrid. A Dortmund la Juventus ha mostrato tutta la consapevolezza della propria forza. Ha segnato due gol in casa contro il Real. Poi a Madrid ha un po' sofferto, ma lì soffrono tutti, e alla fine poteva anche vincere. Allegri è stato un valore aggiunto, non ha tolto nessuna certezza, ma ha fatto crescere tatticamente la squadra, che adesso può giocare con due moduli senza problemi. La superiorità in Italia è imbarazzante".

"Alla fine l'hanno ammesso tutti"
"Si, anche Garcia che ha vinto il campionato delle inseguitrici. E il dominio potrebbe proseguire per anni. Mentre le altre squadre stanno pensando a chi sarà il nuovo allenatore, la Juventus ha già fatto due grandi colpi di mercato, Dybala e Khedira. Scordatevi l'idea che vincere stanchi: ti fa sentire sempre più forte e l'avversario ti teme".

"Se Allegri dovesse fare meglio di lei?"
"Magari! Di certo non sarei invidioso".

"Almeno gli invidierà l'emozione dell'entrata a Berlino?"
"No, quelle sensazioni le ho vissute tutte. Inoltre, e questo non lo sa nessuno, io sono tornato a Berlino qualche anno fa dopo la finale. Ero invitato al festival del cinema e una mattina alle 8, da solo, ho preso un taxi e sono andato allo stadio, sono entrato in campo e sono rimasto 20 minuti a guardare".

"Dalla Francia di Zidane al Barcellona di Messi"
"Luis Enrique è stato fantastico per come è riuscito a rimodellare il Barça e per come ha fatto convivere insieme i tre fenomeni davanti. Sembra che inconsciamente abbiamo trovato una sorta di accordo: Suarez e Neymar riconoscono a Messi il ruolo di leader, si mettono al suo servizio, e in cambio ricevono assist che prima Messi non era abituato a fare".

"E' diverso questo Barcellona da quello di Guardiola"
"Quel Barça esercitava una pressione esagerata e aveva sempre il 75% di possesso palla, era quasi noioso. Ora la squadra verticalizza molto più spesso, se perde palla la riconquista subito e con tre passaggi arriva in porta. Però non ha mai incontrato squadre come la Juventus".

"Da che punto di vista?"
"Bayern e Real sono squadre fortissime, ma non hanno la stessa solidità difensiva della Juventus, e non sto parlando di semplice atteggiamento. Nessuno si protegge così bene e ha tanta qualità in mezzo. I tre fenomeni del Barcellona non troveranno il gol con la solità facilità. Inoltre il Barça concede molto in difesa e la Juve deve credere nella possibilità di sfruttare queste occasioni".

"Questo Barcellona è come il Brasile del 1982 contro l'Italia?"
"In questo momento ha il tridente d'attacco più forte in assoluto. Inoltre penso, e da tempo, che il Barcellona sia la miglior squadra di tutti i tempi. Qualità, mentalità, gioco, cantera e, oltre ai successi di club, un Mondiale e due Europei. Nessuno ha fatto meglio di così".

"Il suo tridente in Champions era Vialli - Ravanelli - Del Piero"
"Un po' rivoluzionario a quel tempo. Vialli e Ravanelli facevano pressing alto, il centrocampo accorciava, e poi c'era la qualità di Del Piero e Baggio. Con Boksic e Padovano abbiamo cambiato e dal pressing e il possesso palla siamo passati alle verticalizzazioni e alla velocità".

"E la coppia Tevez-Morata?"
"Prima si diceva che Tevez e Llorente fossero la coppia perfetta, poi Morata è riuscito a dare più velocità e più tecnica".

"Se dovesse vincere la Champions Tevez meriterebbe il pallone d'oro?"
"Lo meriterebbe anche Buffon. Non so quanti siano ancora al vertice dopo vent'anni. E' di nuovo in finale di Champions dopo 12 anni. Con il suo carattere ha contribuito anche alla ricostruzione dopo la Serie B. Esistono fenomeni come Messi e Ronaldo, ma Buffon meriterebbe un riconoscimento. Come lo meritava Maldini".

"Pirlo non sta affrontando la sua migliore stagione..."
"Dopo certi infortuni muscolari è difficile ritrovare la forma migliore. In ogni caso, ovunque va Pirlo riceve sempre l'accoglienza che meritano i grandi campioni".

"A Berlino era presente anche Barzagli"
"Il migliore insieme a Chiellini e Bonucci. Dopo il mondiale ebbe una flessione. Poi scelse di andare al Wolfsburg, che non era il top, una decisione che non ho mai capito. Peccato per lui che Allegri abbia scelto la difesa a 4. Però basta pensare al Bayern che ha affrontato il Barça con la difesa a tre, e ai problemi che ha avuto..."

"Un po' di merito per questa finale va anche a Conte?"
"Lo ha confermato lo stesso Allegri: Antonio e la società entreranno nella storia bianconera per ciò che hanno fatto. Comunque le ultime cinque finali di Champions la Juve le ha ottenute con tecnici toscani..."

"Cosa si dice ai giocatori prima di una finale"
"Niente di particolare. Non c'è bisogno di fare un discorso alla Al Pacino in Ogni maledetta domenica, anzi: alla vigilia della finale del 2006 alcuni azzurri hanno passato la sera con la sigaretta in mano. Cosa vogliamo dirgli?"

"Ha sentito Allegri?"
"Gli ho detto di prendersi una giornata di relax con gli amici e con la famiglia, e di rilassarsi. Credo che lo abbia fatto."

"Perchè Pogba dovrebbe lasciare la Juve e andare in un club che non ha raggiunto la finale?"
"Non so se andrà via, ma è certo che se la Juve vorrà costruire intorno a lui non lo lascerà partire. Però Allegri ha ragione: deve essere meno gigione. Certe leziosità le faccia lontano da Buffon".

"E adesso arriva anche Dybala..."
"Geniale. Non ha un grandissimo fisico, ma ha forza e resistenza. Può fare la prima o la seconda punta, grandissimo attaccante".

"Tevez, Morata e Dybala: si può fare un paragone con il tridente del Barcellona?"
"Devono dimostrarlo. Comunque la Juve vuole 5 grandi attaccanti in rosa. A tal proposito Zaza e Berardi mi piacciono, e mi piace la filosofia del blocco italiano. Le squadre con 11 stranieri di 5 continenti non possono avere la stessa compattezza morale e psicologica, lo stesso senso di appartenenza. Gli stranieri sono importanti, ma Buffon, Pirlo e gli altri trasmettono valori fondamentali".

"Che ne pensa di un eventuale ritorno di Ancelotti?"
"E' il migliore al mondo. Nessuno ha la sua esperienza in panchina. E' saggio e preparato, dialoga e gestisce i campioni come nessuno sa fare. Con il Milan non farebbe la Champions, ma ne ha già vinte tante e potrebbe accettare un progetto legato ad un rapporto personale".

"E lei tornerà?"
"Non torno a fare l'allenatore. Ho ricevuto delle offerte, ma per ora penso a godermi l'estate. Da ottobre si vedrà, se dovesse chiamarmi una nazionale sarei pronto. Altrimenti, sto bene così."


Juventus, Buffon e Bonucci puntano il Barcellona


A 5 giorni dalla partita più importante dell'anno, la finale di Champions League, Buffon e Bonucci raccontano come stanno vivendo questi giorni intensi. Per il portierone bianconero sarà una sfida difficilissima, mentre per il perno della difesa juventina sarà importante mantenere la giusta tranquillità


Manca meno di una settimana alla partita più attesa della stagione in casa Juventus, la finale di Champions League. Ad attendere i bianconeri ci sarà il Barcellona del trio delle meraviglia, con unMessi in stato di grazia. La doppietta in finale di Copa del Rey fotografa il momento della Pulce, a detta di tutti il giocatore più forte del momento a livello Mondiale. Ma la Juve sa che potrà giocarsi le sue carte, nonostante parta da sfavorita. La vittoria sul Real e la conquista della doppietta Scudetto - Coppa Italia ha dato alla squadra di Allegri quella consapevolezza che in queste circostanze può fare la differenza. La doppietta ha inoltre sgomberato i giocatori bianconeri da un eventuale eccessiva pressione per portare a casa un titolo. 
Allegri farà sicuramente affidamento su Buffon e Bonucci, due leadear carismatici dello spogliatoio bianconero. Secondo il portierone della nazionale le possibilità di vittoria non sono tante, ma la Juve ha dalla sua qualche arma per impensierie la squadra diLuis Enrique: "Sicuramente con il Real Madrid avevamo il 35% di possibilità di passare, credo quindi che le possibilità di vincere il trofeo contro questo Barcellona siano ancora minori. C'è grande rispetto per il nostro avversario - ammette il portiere al sito ufficiale della Uefa -, ma abbiamo qualche arma e cercheremo di rendergli le cose difficili".
Buffon tornerà a Berlino dopo la Finale della Coppa del Mondo 2006, una partita ancora viva nei ricordi del numero 1 bianconero, che dopo quella vittoria ha accettato di difendere la porta della Juveanche in Serie B. Si torna quindi a Berlino dopo lunghi 9 anni, pieni di alti e bassi, ed è finalmente arrivato il momento di puntare nuovamente al top: "Sono curioso di vedere le sensazioni che proverò, ma non penso ci saranno grandi differenze. Personalmente è un grande obiettivo, perché la mia è una storia lunga. In mezzo a tutti questi anni di carriera ci sono state anche delle scelte molto complicate, molto difficili da prendere, le ho prese sulla base di quelli che erano i miei sentimenti. Devo dire che dopo nove anni, 10 anni, alcuni molto faticosi, arrivare a questi traguardi con i miei compagni e con tutto lo staff, con tutta la società e con tutti i tifosi è un qualcosa di grandissimo e gratificante".
Buffon si sofferma anche sul ruolo di Allegri e Tevez nel raggiungimento di questo importante traguardo: "Di Allegri mi ha colpito la sua grande intelligenza nell'entrare nel nostro gruppo, nel cercare di capire quali erano le caratteristiche morali oltre che tecniche della squadra in ogni singolo soggetto. E sulla base di questo, lui si è amalgamato. In questo è stato sicuramente intelligente e veramente bravo. Per quanto riguarda Carlos, in questi due anni è stato una sorpresa incredibile perché fin dal primo giorno si è integrato immediatamente con il gruppo e con il nostro modo di lavorare che sicuramente era diverso rispetto al calcio inglese e alla mentalità argentina. In qualsiasi momento della partita capisce quando deve darci una mano, deve fare una corsa in più, deve fare un fallo, deve fare la giocata e tenere palla. E' un grandissimo trascinatore e un grande uomo. Sono stato veramente felice di poter giocare con lui e di poterlo conoscere".
Sarò forse anche un messaggio di addio all'Apache quest'ultima frase? Staremo a vedere, intanto c'è da concentrarsi su questa partita che potrebbe scrivere la storia della Juventus. Partite che non hanno bisogno di eccessive motivazioni stando alle parole diBonucci"Queste partite si preparano da sole. Se siamo arrivati in finale significa che ce lo siamo meritati, per cui l'unica cosa da fare è arrivarci sereni, tranquilli". Contro il Barcellona si chiude un'annata che per la Juventus ha rappresentato il definitivo riscatto dopo Calciopoli: "Abbiamo già vinto campionato e Coppa Italia, ci siamo tolti delle grandi soddisfazioni. Adesso speriamo di chiudere in bellezza, vincere anche la Champions League sarebbe la ciliegina sulla torta".


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