quarta-feira, 29 de julho de 2015

CALCIO ITALY - NEWS

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Milan, Bee ad Arcore


(ANSA) - ARCORE, 29 LUG - Bee Taechaubol é ad Arcore per incontrare il presidente del Milan Silvio Berlusconi e sua figlia Barbara. Il broker thailandese, sbarcato a Milano per chiudere la trattativa per diventare proprietario del 48% del Milan, é arrivato a Villa San Martino poco dopo Barbara Berlusconi, a bordo di un van coi vetri oscurati assieme ai suoi collaboratori, fra cui Licia Ronzulli, esponente di FI che fa da mediatrice. All'incontro partecipano anche i manager di Fininvest che si occupano del dossier.


Napoli, Chiriches arrivato in Trentino


(ANSA) - NAPOLI, 29 LUG - Vlad Chiriches è sceso in campo questa mattina a Dimaro per salutare i suoi nuovi tifosi. Il difensore che il Napoli ha preso dal Tottenham era arrivato nella notte in Trentino ed oggi è sceso in campo con la sua nuova maglia nel corso della seduta mattutina per un breve saluto ai tifosi in tribuna, prima delle visite mediche ed i test atletici a cui seguirà la firma sul contratto.


Pogba-Mandzukic, la Juve batte il Lechia Danzica per 2-1


Un gol in apertura e uno nel finale bastano ai ragazzi di Allegri, che ha tratto poche indicazioni in una partita molto confusionaria nella ripresa, meglio nel primo tempo.


Lechia Danzica
1 2
Juventus


La Juventus trova la prima vittoria della pre-stagione sul campo del Lechia Danzica: il punteggio finale dice 2-1, in un'amichevole che ha perfettamente rispecchiato il calcio di luglio, con 25 giocatori diversi visti in campo nel giro dei 90 minuti e ancora tanta macchinosità nei movimenti e nelle letture. In tutto questo, Massimiliano Allegri ha anche diversi motivi per sorridere, su tutti le buonissime prove di Dybala e Mandzukic, ma anche per preoccuparsi, perchè Chiellini ha lasciato anzitempo il campo per un problema fisico e Morata è uscito abbastanza nervoso, motivo ancora da comprendere. Tanti moduli e soprattutto tanti giovani ragazzi provati dal tecnico Livornese, che continua a lavorare e porta a casa la prima vittoria grazie alle reti di Pogba e Mandzukic, intervallate dalla rete di Buksa.
LE SCELTE - Allegri opta per il 3-5-2 per la seconda uscita in amichevole, visto già nella seconda metà di gara contro il Borussia Dortmund, con Dybala confermato in avanti affiancato da Zaza, mentre Rugani fa il suo esordio in difesa dal primo minuto con Bonucci e Chiellini. Sulle fasce scelte che ricadono su Lichtsteiner e Padoin, con Khedira in posizione di regista e Sturaro e Pogba come interni. Tante rotazioni anche nel Lechia, tantissimi giovani in campo per i polacchi, compreso un classe 1999 in difesa.
PRIMO TEMPO - Da normale amichevole estiva, i ritmi sono decisamente bassi, anche se nei primi minuti è il Lechia ad avere l'iniziativa. Il gol del vantaggio però è bianconero: Pogba stacca di testa a centro area sopra a tutti su un corner pennellato perfettamente da Dybala e mette in porta l'1-0. Contraccolpo psicologico inizialmente notevole per il Lechia, che fatica su entrambi i lati e concede un'ottima occasione a Zaza, ispirato da un super Dybala: lanciato in profondità, l'ex Sassuolo controlla bene e cerca di battere col sinistro, scivolando al momento del tiro. Aspetto poco positivo per i bianconeri è l'infortunio immediato di Chiellini, che lascia il campo a Caceres. Primo tempo senza moltissimo da segnalare per i bianconeri, se non un paio di tiri dalla distanza (Pogba a giro parato, botta di Lichtsteiner alta) e un'altra bella iniziativa di Dybala ispirata da Sturaro, con la chiusura tempestiva del portiere. Da corner ci prova anche il Lechia, che colpisce anche un palo con Dwzigala sugli sviluppi di un corner.
SECONDO TEMPO - Tanti cambi e rotazioni, ma soprattutto un nuovo modulo per la Juve, ovvero il 4-3-1-2, con cinque volti nuovi dall'inizio, ovvero Clemenza, Morata, Evra, Mandzukic e Marchisio. Morata è subito vivace e ci prova su punizione, mentre il suo nuovo compagno d'attacco va vicinissimo al raddoppio al 50' su un cross di Evra, causando quasi un autogol. Spazio anche per Neto, Vitale e Parodi: il portiere brasiliano vien subito chiamato in causa su un buon calcio col sinistro, rispondendo presente in tuffo. Makuszewski si rende altrettanto pericoloso in contropiede, su lancio col sinistro del nuovo entrato Mila, ma ancora l'estremo difensore bianconero si oppone. Impatto interessantissimo quello di Cerri, subentrato a un Morata un po' nervoso: dribbling in area mantenendo l'equilibrio e passando in mezzo a due, conclusione violenta trattenuta però dal portiere. Con tanti nuovi ingressi la Juve perde intesa e il giovaneBuksa all'82' trova il pareggio con un buon sinistro in diagonale, seguendo un ottimo colpo di tacco di Bruno Nazario, interessantissimo brasiliano classe 1995 autore di ottime giocate. All'ultimo minuto è Mario Mandzukic a risistemare le cose: il giovane Macek da destra lo pesca in area, controllo, un tocco per mettersela sul sinistro e botta sotto la traversa.
Il risultato finale è quasi relativo: primo tempo con una Juve-B e un Lechia-B, secondo tempo con una Juve-C e un Lechia-A. Sulle gambe la preparazione pesa ancora, il percorso per la squadra di Allegri è ancora decisamente lungo, una prima impressione reale si avrà l'8 agosto a Pechino, giorno della Supercoppa Italiana contro la Lazio. Prima ancora un'importante amichevole, sabato alle 19 contro il Marsiglia in trasferta. Indicazioni, tante, per Massimiliano Allegri: la sua Juve è ancora in cantiere.

Inter, Guarin: "Cercherò di avere meno pause"


Il colombiano punta a convincere Mancini, il futuro è ancora all'Inter.


Fredy Guarin è a uno snodo cruciale. Mancini non vede il colombiano nei tre di mezzo. Lunghe sedute d'allenamento, amichevoli di prestigio, con Guarin in seconda fila, mentre il tecnico studia una mediana con Kovacic in regia e Kondogbia a stoppare ogni velleità nemica. A completare il tutto Brozovic, uomo ombra, equilibratore intelligente. Per Guarin, pupillo del Mancio nei sei mesi appena trascorsi, non c'è posto. L'Inter non blinda il colombiano, è anzi disposta a incassare, ma il giocatore vuole Milano e i colori nerazzurri, anche a rischio di cedere la maglia nell'undici iniziale.
Il principale difetto che si imputa a Guarin è la mancanza di continuità. Sprazzi di assoluto valore intervallati da momenti di noia, apatia. Guarin è, nella stessa partita, croce e delizia. Da tempo l'Inter attende la definitiva esplosione, ma il saldo è per ora negativo. Nella stagione del rilancio ad alto livello, Guarin vuol convincere gli scettici, cancellare paure e dubbi, rilanciarsi nella Milano nerazzurra.
"Cercherò di avere meno pause, ma è sempre un problema di collettivo. Anche come squadra dobbiamo essere più costanti".
Un piccolo problema fisico alla base della rinuncia alla Copa America. La Colombia delude, lascia, in netto anticipo, la competizione, tradita da stelle di prima grandezza, come Falcao e James Rodriguez, non da Murillo. Nel disastro colombiano, il centrale è l'unica nota lieta. Guarin ritrova Murillo all'Inter, il difensore è infatti il primo colpo griffato Thohir-Mancini per restituire nobiltà al reparto arretrato.

"E mi è costato tantissimo. Sarebbe stato fondamentale condividere  quell’esperienza con la Colombia. Soprattutto visto che le cose non sono andate bene".

"Una sorpresa per gli altri, non per me. Io ho visto il Jeison che conosco. Aggressivo, veloce, d’aiuto anche in fase d’avvio della manovra. Ha solo 24 anni, ma è un leader naturale".
Guarin passa poi ad analizzare gli innesti estivi: dall'esperto Miranda al possente Kondogbia, per chiudere con Montoya, il prescelto per cancellare gli annosi problemi di fascia.

"Montoya viene dal Barcellona. Miranda è un top, ci darà esperienza  e mentalità vincente. Che si esprime ogni giorno in allenamento, non solo in partita. Kondogbia è giovane, ha vinto poco ma ha una fame pazzesca e sa bene cosa voglia dire indossare una maglia storica come la nostra".
Chiusura dedicata a Jovetic, per Guarin il vero crack del mercato nerazzurro.

"Jovetic ha già firmato? Ci ho già giocato contro. Ha grande personalità ed è micidiale nell’uno contro uno".


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