Milan, Alex: "Il secondo tempo di Udine? Non deve più ripetersi"
Il brasiliano intervistato dai microfoni di Milan Channel ha suonato la carica: "Siamo una squadra forte e l’anno prossimo dobbiamo giocare in Champions League”.
Alex martedi' sera ha fatto il suo esordio in campionato, contro l'Udinese: il difensore brasiliano è entrato nel secondo tempo al Friuli al posto di Calabria ma è andato in difficoltà, come tutti i compagni, durante la rimonta dei bianconeri. Dopo aver rischiato di sperperare tre gol di vantaggio, Alex ha ripercorso il match con l'Udinese ai microfoni di Milan Channel: “Mi sono trovato bene, è importante farsi trovare pronti. Abbiamo fatto bene nel primo tempo, mentre nel secondo un po’ meno. Il mister ha parlato con tutti noi e abbiamo analizzato i motivi di quello che è successo nel secondo tempo affinchè non si ripeta più. Non era partita facile, l’anno scorso avevamo perso al Friuli. Dobbiamo continuare a crescere. Domenica abbiamo un’altra partita importante, stiamo lavorando per prepararci al meglio. Difesa del Milan? C’è concorrenza tra noi centrali, ma chi sta fuori parla sempre con quelli che scendono in campo. Siamo una squadra e ci dobbiamo aiutare, si vince e si perde tutti insieme. Calabria è entrato molto bene, non è mai facile giocare in una squadra come il Milan. Anche De Sciglio, Ely e Romagnoli stanno facendo bene”.
Il Milan si sta preparando per la prossima sfida di campionato contro il Genoa, appuntamento domenica alle ore 12:30 allo Stadio Luigi Ferraris: “I tifosi del Genoa fanno un grande tifo e non è mai facile giocare al Marassi. Noi però sappiamo cosa dobbiamo fare per vincere e per continuare la nostra crescita. Dobbiamo entrare in campo con convinzione e per vincere, come abbiamo fatto a Udine”
Juve in cerca di riscatto e certezze a Napoli, ma si ferma Lichtsteiner
Il terzino svizzero ha accusato un malessere durante la sfida di ieri sera contro i ciociari allo Stadium e non sarà disponibile per il match del San Paolo di sabato sera.
Le immagini di fine gara, dopo il colpo di testa fatale di Blanchard per il pareggio del Frosinone, fotografano al meglio il momento dei bianconeri tra un misto di stupore ed incredulità per quanto appena accaduto, oltre che di rammarico e frustrazione per l'esito della sfida contro i ciociari, che ha visto ancora una volta la squadra di casa regalare una delusione, la terza di seguito, al pubblico casalingo dello Stadium.
La Juventus di Massimiliano Allegri tornava allo Stadium dopo i fischi rimediati contro il Chievo Verona, e ritrovava il pubblico di casa tra sorrisi ed abbracci dopo le vittoriose trasferte che avevano dato nuova linfa al gruppo e non solo dopo le balbettanti uscite di inizio stagione. La sfida col Frosinone di Stellone si presentava, alla vigilia, come l'occasione per confermare il trend positivo, maBlanchard ed i ciociari, uniti ad una eccessiva rilassatezza nel momento clou del match, non hanno permesso ai piemontesi di raggiungere il terzo successo di fila.
Alla vigilia dell'ennesima trasferta difficile di questo inizio stagione, la Juventus fa i conti con il futuro prossimo e si ritrova, oltre alle difficoltà espresse sul piano di vista della condizione, del gioco e della personalità, che latita dopo le partenze di Pirlo e Tevez, con il forfeit di Lichtsteiner: il laterale svizzero ha accusato un malessere nell'intervallo della gara di ieri sera in seguito ad uno scontro di gioco ed anche se è stato dimesso dall'ospedale in buone condizioni non è in grado di prendere parte agli allenamenti e, di conseguenza, non farà parte della spedizione juventina in Campania.
La notizia è stata diffusa dallo stesso club bianconero tramite un comunicato ufficiale: "A seguito delmalessere con difficoltà respiratorie accusato nell'intervallo della partita contro il Frosinone, ieri sera Lichtsteiner è stato portato all'ospedale Mauriziano per accertamenti dove è rimasto in osservazione fino a questa mattina. La completa risoluzione della sintomatologia ha consentito le dimissioni e le sue condizioni verranno monitorate nei prossimi giorni. Il giocatore oggi non si è allenato e difficilmente potrà essere disponibile per la prossima gara con il Napoli".
Nel frattempo, dopo il deludente pareggio contro il Frosinone che ha accentuato ancora di più il distacco dall'Inter capolista, anche se la Juve ha accorciato sulla Roma, Leonardo Bonucci ha così analizzato il momento dei bianconeri ai microfoni di Tuttosport: "Non conta essere forti solo a parole, sta a noi esserlo anche sul campo e cambiare questo trend negativo in casa. Serve pazienza perche è una squadra nuova e con diversi giovani che hanno bisogno di tempo per fare bene. C'è bisogno del contributo di tutti che dovranno dare il 110% d'ora in poi, non possiamo più fermarci e perdere terreno prezioso. Il campionato è comunque ancora lungo, ci aspettano tante partite difficili".
Dalle parole ai fatti: la trasferta di Napoli è, così come lo son state quelle di Manchester e Genoa, un crocevia fondamentale per risollevare morale e trovare nuovamente certezze e fiducia in vista del futuro. Che Juventus sarà al San Paolo?
Roma, vento di tempesta
Scelte, sfortuna, amarezza: dopo il pari con il Sassuolo, la sconfitta di Genova e la piazza ribolle.
Non basta un passo indietro. Garcia accoglie le critiche, si difende, a spada tratta, e ripropone la scintillante Roma d'avvio. Il turnover riposto nel cassetto, l'undici migliore sul terreno di gioco. De Rossi si colloca poco davanti a De Sanctis, è l'interruttore del gioco giallorosso. Il suo magistero al fianco della fisicità di Manolas. In mezzo al campo, il genio di Pjanic. Dzeko come terminale ultimo, Iago e Salah a mettere a ferro e fuoco la resistenza della Samp. Tutto riporta alla Roma capace di soggiogare la Juve, tutto riconduce alla squadra capace di fermare, con corsa e fioretto, il Barcellona.
La notte di A si rivela invece maledetta. Un muro respinge la Roma, un ostacolo invisibile piega l'orgoglio della formazione ospite. La Sampdoria punge poco, coglie offerte altrui, concretizza al massimo quel che ha, quel che produce. La Roma sperpera, per demeriti e per Viviano, gigante nella serata ligure. Basta una punizione di Eder, a cui segue un passaggio a vuoto enorme di Manolas. Piazzato, autogol, 2-1, ad annullare la firma di Pjanic.
La Roma c'è, si presenta con l'abito giusto, ma in un periodo in cui la fortuna guarda altrove, una disattenzione basta per cancellare con un colpo di spugna quel che di buono il gruppo produce.
Non può essere crisi, non dopo cinque giornate e una sola sconfitta. Campanello d'allarme sì, perché il giocattolo scricchiola, la compattezza mentale è labile e l'ambiente non aiuta. A Roma, l'errore è evidenziato con forza doppia, si concede poco, a chiunque. Lo spettro dello scorso anno è alle porte e Garcia non è più su un piedistallo.
Il tecnico spegne il fuoco, amico e non, evidenzia con lucidità meriti e demeriti, si proietta più in là, scruta l'orizzonte. Sabato, con il Carpi, è pomeriggio per cuori forti.
"E' la prima sconfitta della stagione, ma non la meritavamo. Mi è piaciuto il nostro modo di giocare, ma dobbiamo concretizzare di più e difendere meglio. Contro il Sassuolo avevamo già pagato errori individuali, qui abbiamo sbagliato anche con la barriera sulla punizione. Abbiamo preso due gol in due gare consecutive, i numeri mostrano la nostra supremazia qui a Genova, ma non sono bastati 18 corner a favore. Non abbiamo sofferto, i gol della Sampdoria sono arrivati mentre stavamo giocando noi. Se giochiamo così, comunque, vinceremo le partite. Complimenti a Viviano, ha compiuto dei miracoli. Il rigore non concesso? Ce ne eravamo accorti anche in campo, ma abbiamo avuto tante altre chance, non abbiamo perso per quello. Ora dobbiamo pensare a sabato e a vincere, ci serve come il pane, perché altrimenti perdiamo troppi punti dalla vetta della classifica. Dzeko partecipa spesso all'azione perché lo sa fare, ma il suo compito è stare nell'area avversaria. Non è stato servito bene, ma è un grande campione e farà i suoi gol. Però noi dobbiamo migliorare nell'ultimo passaggio, perché non possiamo fare 40 cross senza sfruttarli".
Alle parole del tecnico, si sommano quelle di Walter Sabatini. L'artefice del progetto Roma, l'architetto del mercato, difende la squadra e in particolare la retroguardia, posta sotto la lente d'ingrandimento dallo stesso tecnico. Momento no, da affrontare a testa alta, questo il sunto di Sabatini.
"Siamo confortati dalla prestazione della squadra, in cui tutti i calciatori esprimono il loro valore. Ci dispiace non aver finalizzato come potevamo, la squadra ha prodotto moltissimo e perso immeritatamente. Giocando così non mancheranno punti. A me sembra di ricordare che un gol è arrivato su punizione, uno su un autogol sfortunato: non dobbiamo certo criticare i difensori, io ho visto una grande prestazione di tutto il reparto. Hanno giocato sempre d’anticipo, per mantenere la nostra pressione alta. Sono stati episodi sfortunati. Ma la fortuna è un’abitudine, per cui dovremo tirarla fuori… La nostra preoccupazione è rispetto ai numeri, ma sarei molto più preoccupato se facessimo punti rubacchiando. Non ci piace perdere, non ci è piaciuto stasera, ma è successo e andiamo avanti. Reagiamo solo dopo aver preso gol? Non mi pare, basta vedere la partita con la Juventus, anche se un gol subito provoca a tutte le squadre una reazione nervosa, per cui anche a noi. La prestazione di oggi per me è da apprezzare".
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