Ancelotti: "Che attaccante Morata: il Real può riscattarlo, ma resta alla Juve"
Lo spagnolo promosso dall’ex tecnico: "Aveva bisogno di giocare, lui ha voluto Torino. Sotto porta non perdona ed è un lavoratore: credo che rimarrà con i bianconeri"
Alvaro Morata a Torino è perfettamente a suo agio, vive in centro, i suoi genitori fanno avanti e indietro dalla Spagna e l’amico di sempre, in Italia con lui, lo segue quasi come un’ombra. Madrid però resterà nel suo cuore, perché lì è cresciuto in tutti i sensi, anche calcisticamente. E da lì è arrivata la benedizione di Carlo Ancelotti, allenatore che l’ha avuto ai suoi ordini per una stagione e che per il bene del ragazzo ha acconsentito a lasciarlo partire.
JUVE A TUTTI I COSTI — "Alvaro aveva bisogno di giocare - ci racconta il tecnico del Real -, è un ragazzo giovane ed è stato lui ad esprimere il desiderio di andare dove poteva trovare più spazio e continuità. Aveva molte offerte, però è stato lui a scegliere la Juventus". Morata con Carletto ha scoperto la Champions League (con Mourinho nella stagione 2012-13 aveva messo insieme solo una decina di minuti contro l’Ajax): è stato lui a farlo giocare titolare nella gara di ritorno degli ottavi di finale con lo Schalke. Fiducia subito ripagata con un gol, l’unico in Coppa prima di quello, pesantissimo, al Borussia di martedì sera. "L’anno scorso con me, anche se ha giocato poco, ha fatto bene. È un attaccante moderno, ha corsa, ritmo e intensità. È freddo davanti alla porta ed è un gran lavoratore. Ma non siamo pentiti: la sua partenza è stata una scelta ben ponderata. Nel contratto di Morata c’è un diritto di riscatto da parte del Real, ma io credo che resterà alla Juve". La Casa Blanca ha un diritto di riacquisto fissato a circa 30 milioni che potrà esercitare però a partire da giugno 2016.
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