sexta-feira, 2 de outubro de 2015

SÉRIE A - ITALY - NEWS

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Juventus, Lichtsteiner operato per aritmia cardiaca: in campo tra un mese

Il giocatore aveva accusato problemi respiratori durante le gara con il Frosinone. Intanto il successo sul Siviglia ha ridato fiato alle ambizioni di Dybala: "Lotteremo fino all'ultimo su tutti i fronti. Qui tutti mi aiutano a crescere, a cominciare da Allegri, con Morata c’è un feeling speciale"

TORINO –  La Juventus potrà tornare a contare su Stephan Lichtsteiner fra un mese. La società bianconera fa sapere che l'esterno svizzero, durante la gara col Frosinone, aveva "accusato difficoltà respiratorie dovute ad un'aritmia cardiaca benigna (flutter atriale) spontaneamente risoltasi. Gli accertamenti e le consulenze specialistiche effettuate nei giorni successivi hanno indirizzato verso una soluzione chirurgica della patologia. Nella giornata di oggi il professor Gaita ha effettuato l'intervento di ablazione e i tempi per il pieno recupero agonistico sono stimabili in 30 giorni". Lo stesso giocatore nei giorni scorsi aveva ringraziato tutti per il sostegno annunciando di doversi fermare. Salterà almeno sei partite, contro Bologna, Inter, Borussia Mönchengladbach, Atalanta, Sassuolo e Torino. Allegri spera di riaverlo a disposizione in tempo per Borussia Mönchengladbach–Juventus, terzultimo impegno della fase a gironi della Champions League in programma il 3 novembre.

La vittoria sul Siviglia restituisce il sorriso alla Juventus, che ora prova ad ingranare un’altra marcia anche in campionato, dove finora i bianconeri hanno deluso oltre ogni più pessimistica previsione. Ottima anche la prova di Paulo Dybala, che, però che di prestazioni convincenti ne aveva fornite anche in altre occasioni: “Anche quella a Shanghai, in Supercoppa, non era stata male – ricorda l’argentino ex Palermo – Certo, mercoledì sera mi sono trovato molto bene, perché abbiamo lottato per la vittoria sempre, dal primo all’ultimo minuto. In Europa si incontrano squadre più ‘aperte’ e i nostri giocatori, che hanno qualità, diventano molto pericolosi se si concede loro spazio. In campionato invece, magari incontri squadre come il Frosinone, che si chiudono per tutta la partita e poi riescono a trovare il gol su calcio d’angolo. Al Siviglia non abbiamo concesso nulla e non abbiamo corso rischi”.

“QUI SI GIOCA PER VINCERE, ALLEGRI MI AIUTA” – Nonostante le differenze tra le partite di coppa e quelle di campionato, dovute all’atteggiamento degli avversari, si respira ottimismo anche per quanto riguarda il cammino in Serie A: “Siamo la Juve e giochiamo sempre per vincere, sia in Europa che in Italia – garantisce Dybala – Non siamo partiti bene in campionato, è vero, ma lotteremo fino alla fine. Differenze tra il Palermo e la Juventus? Qui la mentalità è differente e anche i compagni trasmettono un’energia diversa, perché si gioca sempre per vincere. Io devo ancora migliorare. Sono qui da pochi mesi e tutti mi aiutano a crescere e mi motivano. Il mister sa cosa fare, è un ottimo allenatore e mi parla molto, mi fa capire come si gioca qui, e come si deve scendere in campo per cercare di vincere ogni partita. Mi fa vedere i video per spiegarmi dove migliorare”.

“CON MORATA INTESA FIN DA SUBITO” – Ad aiutare molto Dybala nell’ambientamento ci sono i compagni, a partire da Morata, con cui si è immediatamente creato il giusto feeling: “Mi ha mandato un sms quando ha saputo che sarei venuto qui – svela l’argentino – e siamo subito andati d’accordo. È un bravissimo ragazzo e ho un ottimo rapporto con lui, in campo e fuori. In campo cerco di imparare da lui che è fortissimo, non a caso giocava nel Real. Fuori, non sarà contento, ma lo batto spesso ai videogiochi…”.

“BUFFON IL PORTIERE PIÙ FORTE DI SEMPRE” – L’antivigilia del match col Bologna è anche il giorno della pubblicazione della lista dei candidati al Pallone d’Oro, nella quale non figura Gigi Buffon: “Non tocca a me dare giudizi, ma certo è strano che non ci sia il portiere più forte di tutti i tempi…”, dice Dybala. Infine, una battuta sulla sua prima convocazione per l’Albiceleste, in occasione dei prossimi impegni di qualificazione a Russia 2018, contro Ecuador e Paraguay: “Mi spiace che non ci sia Messi – ammette l’attaccante bianconero – Sarebbe stato bello conoscerlo e giocare con il giocatore più forte del mondo. Lo troverò in altre occasioni. Per me è un momento speciale, anche perché non era facile venire convocati visti tutti i grandi attaccanti che ci sono”.


Inter, il ritorno di Biabiany: "Rieccomi più forte di prima"

Il francese, a lungo assente per una aritmia cardiaca, è già tornato a disposizione di Mancini: "Dopo quanto accaduto sono diventato più paziente, non credevo di tornare così presto. Sono qui e sono contento, ma se avessi smesso la vita sarebbe andata avanti comunque"

MILANO - E’ trascorso un anno da quando  l’ex ds del Parma, Pietro Leonardi, annunciò che Jonathan Biabiany sarebbe stato costretto a lasciare momentaneamente i campi da gioco a causa di un’aritmia cardiaca. Mesi di cure ed esami, poi il 20 maggio il primo passo verso il rientro: il centrocampista supera, infatti, le visite mediche necessarie per ottenere il via libera al ritorno all'attività agonistica. A inizio giugno il via libera definitivo: a Boston Biabiany ottiene un ulteriore via libera. Ed eccolo di nuovo l’Inter dopo il Parma e un trasferimento sfumato al Milan: “Sono felice di essere tornato, sono cresciuto qui ed è come tornare a casa. Ho sempre ringraziato l'Inter e le persone che lavorano qui per il mio ritorno. Abbandonare? Sì, ci ho pensato. La vita sarebbe andata avanti comunque”, racconta il nerazzurro aggiungendo: “Dopo quanto accaduto sono diventato più paziente, non credevo di tornare così presto. Essere subito a disposizione di Mancini mi soddisfa. La Fiorentina? Ormai è il passato”.

Sei possibile titolare, in un 3-4-3 puoi fare la fascia?
“Non so se debutterò, ma sono a disposizione. Sulla fascia ho giocato anche a Parma, poi sono abituato a cambiare. I 90’ nelle gambe non so se li ho già”.
In cosa è diventato più forte dopo quanto accaduto?
“Ho imparato a essere paziente, penso di essere diventato più forte grazie anche alla mia famiglia che mi è stata vicina. Così è passata anche velocemente”.
Fai il tifo per i cambi di sistema di gioco?
“Non ho problema con i moduli, so giocare in tanti ruoli”.
Cosa le sta dicendo Mancini? Che rapporto ha con lui?
“Mi parla molto, mi dice di farmi trovare pronto, sono qui per dare una mano”.
Ha un obiettivo personale?
“Tornare prima possibile in campo ed è successo. Poi, un obiettivo di squadra, arrivare più in alto possibile”.
Cosa vi siete detti dopo la Fiorentina?
“Non è stata una bella partita, anche per gli episodi, ma ci sono ancora tanti punti, a Genova altri 3. Ora è passata”.
Scudetto?
“Ancora è presto, sono solo 6 partite. Bisogna essere sempre concentrati e dare il massimo a ogni partita”.
L'anno scorso a Parma si è sentito abbandonato tra i problemi cardiaci e della società?
“Io scherzavo con mia moglie, si parlava meno del mio caso e ho potuto curarmi senza pressioni addosso. Per il Parma mi spiace, lo porto sempre nel cuore ed è finita in modo brutto".
Ha mai pensato di lasciare il calcio?
“Aspettando di poter tornare ovviamente è venuto anche questo pensiero. Non si sa mai cosa può succedere. Ma ora sono qui e sono contento, se avessi smesso la vita sarebbe andata avanti comunque”.
Cosa si sente di dire a Lichtsteiner che sta vivendo una situazione simile alla sua?
“Spero non sia nulla di grave, gli faccio gli auguri per un ritorno il prima possibile. Ora serve riposo e con l'aiuto della sua famiglia si riprenderà”.
Che differenze o similitudini ci sono con l'Inter post-Triplete?
“E' cambiato tutto, giocatori, staff, sono trascorsi 5 anni. Ma il gruppo è forte, è tornato un mister che ha vinto molto qui e speriamo con lui di tornare a vincere".
Che emozione ha provato ad entrare contro il Verona?
“Sono stato molto contento di poter tornare dopo un anno, in quel momento non ho pensato ad altro, solo a fare ciò che mi hanno chiesto. Alla fine mi sono reso conto dell'emozione, di essere tornato a giocare con la squadra con cui ho esordito”.
Domenica potrebbe ritrovare Cassano. Che compagno è stato per lei?
“Ho conosciuto un Cassano diverso da quello che appariva all'esterno. Con noi a Parma si è comportato bene, ha avuto i suoi periodi di incazzatura. Sono cresciuto anche grazie ai suoi consigli, lui voleva tornare alla Samp e oggi sarà contento. Gli faccio un in bocca al lupo per domenica ma dobbiamo vincere noi”.

DIFESA A 3 POSSBILE, JOVETIC RISPONDE AL MONTENEGRO - Per la sfida contro la Sampdoria la difesa a tre resta una possibilità, non è da escludere che - come già accaduto prima di altre partite - Roberto Mancini faccia pretattica per dare alcun vantaggio agli avversari. Intanto, StevanJovetic risponderà alla convocazione del Montenegro per le partite contro Austria e Russia. Il nerazzurro  -  in accordo con l'Inter  -  oggi si è fatto visitare da uno specialista di fiducia, che ha confermato la diagnosi fatta dallo staff medico interista. Dunque, niente Sampdoria per il montenegrino, che dovrebbe riprendere ad allenarsi martedì con la sua nazionale e probabilmente giocare la seconda gara con la maglia del suo Paese.


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