Inatteso co-protagonista della rimonta di martedì sera contro il Bayenr, il brasiliano è consapevole delle difficoltà del ritorno (“Sarà dura”), ma spinge i suoi: “Dovremo giocare per fare il risultato”
“Sapevo che il mio momento sarebbe arrivato”, anche se è giunto ”quando non me lo sarei aspettato”. Lo stato d’animo della Juventus coincide con quello di Hernanes, subentrato all’infortunato Marchisio nella sfida di Champions League contro il Bayern . ”Sono riuscito a dare una risposta positiva in campo”, ha dichiarato il Profeta a Jtv. “Siamo consapevoli che al ritorno sarà dura, perché troveremo un avversario di grande qualità e servirà un’impresa per centrare la qualificazione. Tutti si aspettano la Juve vista nel secondo tempo di martedì. Dovremo crederci e giocare per fare il risultato, come sempre è accaduto negli ultimi mesi”.
NON HO MAI FALLITO — Tornando a parlare di se stesso, il brasiliano ha aggiunto: “Ringraziando il cielo, non ho mai fallito in vita mia, ho sempre raggiunto i miei obiettivi. E il mio obiettivo era prepararmi bene e farmi trovare pronto: anche se ho avuto poco spazio sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui avrei dovuto dare il mio contributo”.
Inter, ecco Gardini il direttore "all’inglese"
L’ex d.g. del Verona nominato "chief football administrator": avrà un triplice incarico, lavorerà accanto a Bolingbroke e Ausilio
L’ex d.g. del Verona nominato "chief football administrator": avrà un triplice incarico, lavorerà accanto a Bolingbroke e Ausilio
Giovanni Gardini è ufficialmente il nuovo "chief football administrator" dell’Inter. Il comunicato ufficiale è arrivato ieri intorno all’ora di pranzo, pochi minuti dopo quello del Verona: "Risoluzione consensuale". Le strade di Hellas e Gardini si separano dopo che si erano trovate nel 2012.
Giovanni Gardini, il nuovo "chief football administrator" dell'Inter.
TRIPLICE RUOLO — Gardini sarà operativo dal primo marzo e avrà un triplice ruolo come spiegato dall’a.d. nerazzurro Michael Bolingbroke: "Il primo compito sarà di avere relazioni a livello istituzionali e con me parteciperà alle riunioni di Lega e di Uefa e terrà rapporti con altri club di A – ha detto il manager –; il secondo compito sarà relativo ai trasferimenti dei giocatori. Ausilio avrà la responsabilità tecnica, Gardini poi si occuperà degli aspetti amministrativi. Insieme con Piero si occuperà di tutte le trattative dei contratti, il grosso lo faranno loro, in quelle più importanti e delicate interverrò anche io. Il terzo compito sarà relativo alla Pinetina dove con me organizzerà il lavoro. Quando Fassone ha lasciato l’Inter, ho dovuto fare una disamina di quelli che erano i suoi compiti per capire se fosse necessario sostituirlo. Ho avuto modo di parlare con diversi candidati, Gardini mi è sembrata la persona giusta, con le competenze migliori e la visione del calcio più vicina alla nostra, non soltanto italiana, ma globale".
IL PROFILO — Gardini è nato nel 1964 a Londra (parla fluentemente inglese e francese), è sposato, ha iniziato con il calcio a Padova (prima segretario generale, poi direttore generale), laureato in Legge a Bologna (tesi in diritto penale). Alla Lazio, da direttore organizzativo, ha allacciato il rapporto umano e professionale con Roberto Mancini. Rapporto che è continuato e continua tuttora. Poi sono arrivate le esperienze con Treviso e Livorno nelle vesti di direttore generale e infine l’Hellas. Gardini conosce benissimo ogni meccanismo della politica calcistica italiana e per l'Inter sarà anche il punto di riferimento dell’Inter nelle stanze della Lega. Nel nuovo organigramma Gardini è sistemato sullo stesso livello di Gandler, Faulkner, Wiliamson, Antonello e Ausilio. Insomma, l’Inter sembra aver trovato i suoi manager cardine per impostare il futuro prossimo.
Milan e Inter, dopo lo stallo un tavolo di lavoro per San Siro
Le due società studiano un percorso di analisi per valutare se è il caso di continuare a investire sullo stadio
Dopo uno stallo lungo sei mesi Milan e Inter tornano a dialogare sulla questione stadio. Nel vertice a Casa Milan fra l’ad rossonero Barbara Berlusconi, il presidente nerazzurro Erick Thohir e il Ceo Michael Bolingbroke è emersa l’intenzione di aprire un gruppo di lavoro per discutere sul futuro di San Siro.
OPERAZIONI STRUTTURALI — Non c’è ancora un data di inizio ma l’impressione è che entro un paio di settimane ci possano essere i primi incontri: l’idea è quella di un confronto su quelle che saranno le linee guida sulle possibili operazioni strutturali. L’obiettivo condiviso dai due club, che hanno con il Comune una convenzione fino al 2030 per la gestione dell’impianto, è fare un percorso di analisi per valutare se è il caso di continuare a investire su San Siro con l'obiettivo di aumentarne la redditività. Una volta stabilita una posizione comune chiara da parte delle due squadre milanesi, in agenda ci sarà anche un incontro con l'amministrazione comunale.

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