quarta-feira, 27 de janeiro de 2016

Juventus-Inter 3-0: Morata-bis e Dybala, finale ipotecata per i bianconeri

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La Juventus ha battuto per 3-0 l'Inter nella semifinale di andata di Coppa Italia grazie ad una doppietta messa a segno da Morata ed al goal di Dybala.
La Juventus, battendo per 3-0 l'Inter, mette le mani sulla seconda finale di Coppa Italia consecutiva. E lo fa grazie a un protagonista per certi versi insperato: Alvaro Morata. L'attaccante spagnolo, autore di una doppietta rifilata ai nerazzurri, torna al goal dopo 1036 minuti, 125 giorni e 20 partite. Il resto è contorno; il resto è il solito Paulo Dybala. I nerazzurri, in inferiorità numerica per gran parte del secondo tempo, sono chiamati dunque all'impresa nel match di ritorno.
ASSENTE STURARO – Massimiliano Allegri, proprio a ridosso del match, deve rinunciare a Sturaro a causa di un attacco influenzale. Turnover ragionato impostato sul solito 3-5-2: Neto tra i pali; Caceres, Bonucci e Chiellini nel pacchetto arretrato; Cuadrado sulla fascia destra ed Evra su quella sinistra; Marchisio in cabina di regia assistito da Asamoah e Pogba; Morata e Mandzukic in attacco. Roberto Mancini, dal canto suo, propone un atteggiamento proiettato principalmente alle ripartenze: l'imprescindibile Handanovic in porta; difesa a quattro composta da D'Ambrosio, Miranda, Murillo e Nagatomo; centrocampo di sostanza con l'ex Felipe Melo, Kondogbia e Medel; tridente offensivo caratterizzato da Biabiany, Ljajic e Jovetic.
REGNA LA TATTICA – Asamoah, nelle battute iniziali, scalda il pubblico dello Stadium con un sinistro non preciso. Nerazzurri ben quadrati, linee strette e raddoppi di marcatura costanti. Bianconeri, invece, più propensi alle trame ragionate. Medel e Felipe Melo tentano il colpo dalla distanza, Miranda fa valere in più riprese il suo fisico contro Mandzukic. E' gara tosta. Una punizione tesa di Cuadrado trova il braccio di Medel, ma Tagliavento non concede il rigore ai padroni di casa. La partita non è delle più spettacolari, squadre bloccate e poco propense all'attacco. Cuadrado, quando punta l'uomo, solitamente riesce a creare la superiorità numerica. Dai piedi del colombiano, giustappunto, nasce una situazione pericolosa: Melo saltato e destro largo alla destra di Handanovic. Con il trascorrere dei minuti la Juventus prende campo, facendo abbassare il baricentro all'Inter, senza tuttavia trovare grandi sussulti offensivi.
MORATA SI SBLOCCA – Tecnicamente, parafrasando l'Allegri pensiero, la Juventus nella prima mezz'ora non riesce a esprimersi al meglio. Ma Cuadrado, l'uomo più positivo nel primo tempo dei bianconeri, brucia Murillo nello scatto e si aggiudica il rigore: giallo per il difensore nerazzurro e rigore trasformato da Morata, il quale interrompe un lungo digiuno dettato dal 4 ottobre. Gli uomini di Mancini, pur continuando a non concedere grandi spazi ai campioni d'Italia in carica, non riescono quasi mai a incidere in attacco. Jovetic troppo statico, Biabiany più attento in fase difensiva, Ljajic completamente fuori dagli schemi. E i primi 45', sostanzialmente, si spengono con la fiammata di Cuadrado sfociata nel vantaggio siglato Morata.
CUADRADO DEVASTANTE– La Juventus parte nella ripresa proponendo subito un ritmo sostenuto, alla ricerca di un altro goal pesante in chiave qualificazione. L'Inter non si fa trovare scoperta, Ljajic abbassa il proprio raggio d'azione per cercare di sfondare tra le linee, D'Ambrosio e Nagatomo sulle corsie laterali provano a prendere coraggio. I bianconeri si accontentano anche di affidare il pallino del gioco agli ospiti, gestione del ritmo e quindi delle energie, da sempre priorità assoluta imposta da Allegri. Ma è la serata di Morata: rimpallo con Felipe Melo – beccato dai fischi dei suoi ex tifosi – e altro pallone alle spalle di Handanovic. Ma se Alvaro c'è, Cuadrado non scherza: altra progressione su Murillo e, questa volta, Inter in inferiorità numerica.
SUPREMAZIA BIANCONERA – I bianconeri hanno gioco facile, possesso palla e qualche accelerazione qua e là. Mandzukic, non al top della condizione, viene sostituito da Dybala. I meneghini, per cercare di rendersi più efficaci in attacco, inseriscono Icardi per Biabiany. Mancini, dopo l'ennesimo spavento di giornata targato Morata, opta per cercare di limitare i danni: Juan Jesus per Ljajic. Allegri, non contento del risultato, prova a spingere ulteriormente sulla corsia mancina: Alex Sandro al posto di Evra. Accontentato: gloria pure per Dybala. Vittoria netta e significativa: è quasi seconda finale consecutiva.

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