segunda-feira, 20 de abril de 2015

SERIE A - ITALY

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Milan, da Bangkok c'è l'annuncio di Mr. Bee





L'annuncio da Bangkok di Bee Taechaubol, il quarantunenne imprenditore thailandese ormai dall'ottobre scorso in trattativa con Fininvest per acquistare il Milan, è finalmente arrivato: a fine aprile comprerà i rossoneri.
Tra una settimana, dunque, potrebbe finire la lunga e gloriosa era Berlusconi, durata più di 29 anni: i primi 25 colmi di vittorie, gli altri 4 un po' crepuscolari. Di sicuro ci si avvia alla fase finale dell'affare e il Mister B. d'Asia, dopo un lungo periodo di silenzio tipico dei businessmen impegnati in un'operazione così complessa e laboriosa, ha cominciato a scoprire le carte. Lo ha fatto proprio nel giorno del derby.
L'imprenditore prima ha fatto sapere via twitter che nella notte di Bangkok avrebbe fatto il tifo per il Milan con tutta la sua famiglia; poi, quando ormai la squadra si portava a casa un triste 0-0 con l'Inter, ha ufficializzato la notizia che già circolava da giorni negli ambienti finanziari milanesi: arriverà presto a Milano, per ratificare l'accordo già stipulato con Fininvest, cioè l'ingresso nel pacchetto azionario del club iniziale col 20% delle quote e il successivo aumento del capitale sociale che, nel giro di un anno, dovrebbe portare la cordata da lui rappresentata alla maggioranza, con circa il 65%.

Ancelotti "Bene al Real, Milan punti su Inzaghi"

L'Italia un po' gli manca ma all'estero, e soprattutto al Real Madrid, sta cosi' bene che di tornare non ha tanta voglia. E fatti come quelli di Cagliari, Roma o Varese non sono certo un invito a rientrare. Carlo Ancelotti e' l'immagine vincente dell'Italia d'esportazione: dopo aver vinto tutto col Milan, ha collezionato successi fra Chelsea, Paris Saint Germain eReal Madrid.
"E di vincere non ci si stanca mai - confessa sorridendo ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno - Certo, non si puo' vincere sempre ma le sconfitte ti aiutano a crescere. Io cerco di avere un bel rapporto coi giocatori, alla fine la chiave di un successo e' la relazione che instauri con loro". E vedendo quanto ottenuto alla Casa Blanca, sta funzionando anche negli ultimi tempi i problemi non mancano e mercoledi' c'e' il ritorno di Champions contro l'Atletico da affrontare senza Bale e Modric.

"Preoccupato no, bisogna trovare le soluzioni a queste assenze. Soprattutto dobbiamo valutare oggi Bale e le sue condizioni, dopo di che decideremo. Rimane una partita importante che giochiamo in casa, con tutto l'ottimismo possibile. L'Atletico ha il suo stile e non cambia casa-fuori ma giocare al Bernabeu ci puo' dare una mano. Le critiche? Abbiamo avuto una flessione a febbraio legata agli infortuni ma ora la squadra sta bene e si e' ripresa, stiamo lottando per il campionato e speriamo di essere competitivi fino alla fine in Champions. Le critiche nelle grandi squadre sono normali, non sono una novita'".
Ma una cosa Ancelotti ci tiene a precisare. "Qua la contestazione si limita solo ai fischi nello stadio, gli ultras e gli striscioni non esistono piu', il Real ha lavorato molto negli ultimi due anni per eliminare le frange piu' violente del tifo e lo ha fatto", mette in chiaro il tecnico di Reggiolo in contrasto con quanto successo nei giorni scorsi in alcune piazze italiane, qualcosa di "molto triste, sarebbe ora di tagliare un po'. Non se ne puo' piu' che i giocatori siano ostaggi di tifosi senza cervello".
come dargli allora torto quando spiega di non voler tornare? "Il calcio italiano e' sempre molto competitivo, la differenza e' l'ambiente, gli stadi che sono piu vuoti rispetto ad altri Paesi, la violenza che si nota piu' in Italia che da altre parti. Ma non e' questo che mi fa stare lontano, quanto il piacere di vivere avventure all'estero, conoscere altre culture sportive - chiarisce - Prima di lasciare l'Italia ci ho pensato parecchio, non era facile, ma all'estero mi sono trovato molto bene, in Inghilterra, in Francia, in Spagna, non rientrerei. L'esperienza che sto vivendo all'estero e' molto soddisfacente. Un giorno mi passera' questa passione che mi porta avanti e pensero' di smettere. Ma andare fuori dall'Europa no e per adesso mi piacerebbe continuare col Real".
Del resto "il calcio spagnolo offre uno spettacolo molto interessante, oltre a noi e al Barcellona giocano bene anche Valencia, Siviglia, e' una Liga molto bella, anche le piccole squadre come il Rayo giocano un calcio spettacolare, tutte le partite sono divertenti". Nemmeno la Nazionale per adesso tenta Ancelotti. "Sara' un pensiero futuro, oggi mi limita il piacere di volere allenare tutti i giorni, di stare tutti i giorni sul campo e poi adesso la nazionale italiana e' in ottime mani".
Tornando alla Champions, il Real potrebbe incrociare la Juventus. "Meglio in semifinale o in finale? Sarebbe difficile comunque, se e' li' significa che e' competitiva. Aspettiamo e vediamo, ha fatto un buon risultato all'andata e puo' arrivare fra le prime quattro in Europa". E Allegrimerita piu' di un applauso. "Vero e' che la squadra di Conte era collaudata ma arrivare in una squadra e in un ambiente nuovo non e' stato facile e riuscire a fare quello che ha fatto quest'anno e' un grandissimo merito", riconosce l'allenatore del Real, che non dimentica il sogno di guidare un giorno la Roma ("tutto puo' succedere") ed esclude invece di sedere sulla panchina dell'Inter perche' "sono abbastanza fedele al mio passato".

Che si chiama Milan e che oggi potrebbe cambiare proprieta'. "Il fatto di cedere o meno la societa' credo sia legato a un aspetto economico e finanziario ma Berlusconi rimarra' per sempre legato al Milan e se dovesse cedere la societa', rimarra' tifoso come lo e' sempre stato", il pensiero di Ancelotti, che 'tifa' per la conferma di Inzaghi. "Fa parte della storia del Milan, il Milan ha preso un rischio perche' ha scelto un allenatore senza esperienza ma l'esperienza non ce l'ha nessuno quando inizia. E' stata una scelta giusta ed e' stato giusto per Pippo accettare pur sapendo delle difficolta' che avrebbe incontrato. Spero che il Milan continui con Inzaghi, a poco a poco, piano piano qualcosa si comincia a intravedere".

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