sexta-feira, 19 de fevereiro de 2016

Pogba su Guardiola: "Icona del calcio, migliora i suoi giocatori"

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Attestato di stima importante per il tecnico del Bayern Monaco da parte del centrocampista bianconero a soli quattro giorni dalla sfida di Champions.


Juventus - Bayern, -4. Stasera i bianconeri saranno sì impegnati nella trasferta complicata di Bologna, ma il pensiero alla grande sfida contro i bavaresi è forte, inevitabilmente forte, tanto che Allegri potrebbe conceder riposo ad alcuni pezzi da novanta. Tra questi non dovrebbe però figurare Paul Pogba, uno dei protagonisti più attesi della sfida, che ieri a Sky Sport Deutschland ha speso parole importanti per l'allenatore avversario, Pep Guardiola.
"Adesso sono un calciatore della Juventus, ma chiaramente la possibilità di lavorare in futuro con lui potrebbe svilupparsi", ha spiegato Pogba sulla situazione futura. Poi elogi al tecnico: "Guardiola ha grande esperienza e un'immensa filosofia di gioco. E' un allenatore che ha influenza sulla squadra, tutti i giocatori lo rispettano. Puoi solo ammirarlo e cercare di imparare qualcosa da lui. E' un'icona del calcio, ho sentito che riesce a migliorare ogni calciatore che ha a disposizione".
Ovviamente, dopo queste parole, le voci su una possibile cessione di Pogba da parte della Juventus al Manchester City, la squadra che Guardiola allenerà dall'anno prossimo, si sono fatte sempre più frequenti, ma stiamo ovviamente parlando del nulla, anche perchè fino a quest'estate la dirigenza bianconera non valuterà alcuna offerta per il numero 10, che potrebbe forse anche rimanere in bianco e nero, avendo sempre dichiarato di aver ricevuto tanto dalla Juventus e di trovarsi bene con ambiente, allenatore e compagni.
Insomma, come sempre si fa di tutta l'erba un fascio in un momento, ignorando forse troppo presto che Pogba è al centro di un progetto tra i più interessanti in circolazione di una squadra che con il cammino europeo dell'anno scorso è entrata nell'élite del calcio e non vuole uscirne così presto. Certo è che quelle di Pogba sono solo belle parole di stima nei confronti di un tecnico la cui capacità e ovviamente riconosciuta a livello mondiale.


Roma, Jesè-rata ingiusta


Roma-Real: i giallorossi partono bene, chiudendo gli spazi ai Blancos e ripartendo bene, poi l'inevitabile "Kralovec". Analisi e pagelle dell'amaro ko romanista.


È la dura legge del gol, fai un gran bel gioco però se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono. Loro stanno chiusi ma alla prima opportunità salgon subito e la buttan dentro a noi”.
Non è un'intervista raccolta nel post gara a qualche protagonista del match, ma poco ci manca. Ripartendo dal testo di Max Pezzali, c'è la chiave, in parte, di Roma-Real
BEL GIOCO - Chi l'avrebbe detto. Nel primo tempo la Roma aggredisce gli spazi, si ritaglia occasioni non preziosissime ma che comunque spostano il fulcro del gioco nella metà campo avversaria. Il Real tiene il controllo, per alcuni tratti impone un buon ritmo, ma quando arriva ai 16 mt giallorossi non trova spazio. Unico tiro quello di Marcelo. D'altro canto la Roma non è perfetta in zona gol con El Shaarawy che non concretizza una buona occasione. Da subito comunque s'intravede la ripresa fisica ormai al completo di Salah, un incubo per Marcelo o Ramos. Nella seconda frazione chi si aspettava una crisi fisica e mentale Roma resta basito. Fino al 93' la Roma spinge e tenta i colpi, ma paga- va detto- l'imprecisione (3 occasioni nitide) e...alcuni svarioni arbitrali da lapis rosso. Kralovec indirizza il match a favore degli uomini di Zidane.
DIFESA - dire di non averla, ad oggi, sarebbe bestemmiare. Manolasè un muro perfetto. Il gol di Ronaldo, che al 57' cambia l'inerzia del match, è frutto di un gioco di gambe che afferisce solo alla spontanea classe del talento portoghese, che è cinico nello sfruttare una deviazione di Florenzi, che per tutto il match marca l'ex pallone d'oro con precisione, forse rinculando un po' troppo in alcune circostanze. Dall'altro lato Digne non è da meno. Bella prova.
GLI ALTRI SEGNANO E VINCONO - Qui, forse, la chiave. Nonostante gli applausi a scena aperta da fare a questa Roma (certificati anche dai 50000 dell'Olimpico), a stringere è il Real che fa "game-set-match", dato che per passare il turno la Roma dovrebbe fare almeno 0-2 a Madrid, sperando nei rigori. Impensabile. Vince, oltre agli accenati orrori arbitrali, il cinismo di chi mette, davanti ad una serata molto più complicata del previsto, l'esperienza europea come pedigree indispensabile.
SALGON SUBITO - Delle ripartenze Real abbiamo detto. Vediamo l'unica grande "ripartenza" della Roma: è quella del corso 2.0 di Luciano Spalletti, ormai da un mese e più nella capitale, ambientato e deciso. La Roma è completamente cambiata. La Roma è mutata, come inevitabile, d'aspetto in campo, ma soprattutto caratterialmente. "Proveremo a fare qualcosa contro un armata invincibile", le parole di Rudi Garcia a margine di Barcellona-Roma. "Siamo al 50-50, non mi stupirei se passassimo il turno" quelle del toscano: una metamorfosi di passione, un cambio di vesititi, da comparsa a protagonista. E se il risultato non cambia, ben diverse, però, sono le sensazioni dei tifosi: chapeau Roma, Je-Se-rata ingiusta.
LE PAGELLE
Szczesny 6 poteva far qualcosa in più sul secondo gol, ma forse è chiedere troppo. Per il resto poco impegnato, il che è tutto dire.
Digne 6 non spinge quanto dovrebbe per paura di perdersi l'uomo. Sbaglia 2 traversoni semplici. Rivedibile.
Manolas 7 un muro invalicabile. Perfetto, e poco da aggiungere.
Rudiger 6,5 chi si aspettava un match di sofferenza rimane stutpito. Il tedesco cresce e conferma i progressi. Bene.
Florenzi 6,5 c'è sempre, in tutto il campo. Solo in una circostanza lascia 20 cm a Ronaldo, che lo beffa. Totti sv.
Pjanic 5 non si trova, vorrebbe salire di più ma è relegato. Assente per troppo tempo dai tatticismi giallorossi.
Vainquer 6,5 è molto positivo, sia dietro che avanti, non come altre volte. Sfiora il gol con un siluro che avrebbe buttato giù l'Olimpico dalla gioia.  De Rossi sv
Salah 6,5 corre, smania, è perfetto nell'1v1, ma sotto porta spreca almeno 2 gol netti. Impreciso. Eppure che velocità, davvero imprendibile.
Nainggolan 6 non sfrutta tanti possessi, cercando di liberarsi subito del pallone in più occasioni. Emozionato. Dietro comunque non sbaglia quando c'è da recuperare palloni, immolandosi almeno in 2 occasioni per far ripartire la squadra.
El Shaarawy 6 titolare a sopresa, ma con merito, almeno nel primo tempo. Fallisce un gol, si procura un rigore netto non fischiato, poi esce tra gli applausi. Dzeko 5,5 protegge bene il pallone, ma entra a partita inidirizzata. Sbaglia un gol che "avremmo fatto anche noi" solo apparentemente: era in realtà complicato arpionare il pallone, lo controlla bene e poi il disturno perfetto di Ramos lo sbilancia. 
Perotti 6 poteva far meglio, nei primi minuti indiavolato, poi in netto calo. Ma quando parte in dribblig, eccezion fatta per difese esperte come quella del Real e di poche altre, non ce n'è.
All Spalletti 6,5 prepara il match come dovuto, con 11 uomini strigliati alla grande. Non ha cambi, e lo sa, dunque si arrende al cinismo Real, ma solo dopo i colpi Ronaldo-Jese.
***
Real: Navas 6, Ramos 7, Carvajal 6,5, Marcelo 6,5, Varane 6, Modric 6, Kroos 6, Isco 6, James 6 (Jese sv), Benzema 6, Ronaldo 6,5 (Casemiro sv). All Zidane 7.
Arbitro Kralovec 4

Berlusconi: "Donnarumma è incedibile, stiamo costruendo un nuovo ciclo"


Silvio Berlusconi parla di tanti argomenti in una lunga intervista concessa per i suoi 30 anni alla guida del Milan. Tra passato, presente e soprattutto futuro.


Silvio Berlusconi e il Milan, un binomio che dura da 30 anni e che verrà festeggiato come si deve nella giornata di domani. Intanto il presidente rossonero ha parlato a Premium Sport, in una lunga intervista, di tanti argomenti interessanti legati al mondo del Milandi ieri, di oggi e di domani.
Si parte dalla squadra di oggi, quella di Sinisa Mihajlovic, più giovane e italiana come da richiesta di Berlusconi: "Spero che il Milan si possa riprendere. Nessuna squadra può vincere per sempre. Ci sono dei cicli che finiscono. Noi stiamo ricominciando come una squadra di italiani, mi pesa vedere le grandi squadre senza italiani. Io vorrei vedere un Milan tutto italiano. Noi abbiamo la difesa e la mediana tutta italiana, ci mancano gli attaccanti." Donnarumma, De Sciglio, Locatelli, questi i nomi fatti da Berlusconi: "In più abbiamo puntato sui giovani: ce ne sono sei con l’arrivo di Locatelli, vedo in lui il nuovo Pirlo. E' un regista di centrocampo illuminato. De Sciglio è un nazionale e Donnarumma, a 16 anni, è ammirato da tutti e non lascerà il Milan qualunque offerta dovesse arrivare e sarà il portiere del Milan per i prossimi 20 anni. E' un gran bravo ragazzo, molto solido nel fisico, nella mente e nel carattere e penso che possa essere un simbolo del Milan futuro."
Nel futuro ci potrebbe essere un socio, forse Mr.Bee"Ci ha fatto una proposta concreta e interessante che riguardi con ristoranti, scuole calcio e merchandising. Il piano ci potrebbe garantire 100 milioni all’anno dalla Cina e dagli altri nove paesi dell’area mediorientale. È importante per noi commercializzare il marchio per competere con le altre squadre che hanno importanti risorse economiche che arrivano dal petrolio. Lui si occuperebbe solo della parte relativa alla commercializzazione del brand nelle aree indicate poc’anzi, mentre la parte sportiva rimarrebbe a noi." 
Parte sportiva che al momento vede Carlos Bacca come goleador del Milan: "E’ un ragazzo bravo e maturo. È un realizzatore spietato. Molte volte è fuori dalla partita perché il Milan di oggi non pratica a fondo il diktat di essere padroni del campo e del gioco e di questo ne stiamo parlando con l’allenatore. Ma quando ha la palla buona, difficilmente sbaglia. È stato un buon acquisto ed un giocatore importante per il futuro." Qualcuno sogna una coppia con Ibrahimovic che a Giugno lascerà il Psg, ma Berlusconi chiude a questa ipotesi: "Ibrahimovic è classe e potenza insieme. Può vincere da solo la partita e tutte le squadre dove è stato, ha vinto. Io credo che avrà delle offerte molto importanti dagli Emirati, dall’America o dalla Cina – dove il calcio sta esplodendo - che noi non potremo eguagliare."



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